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Paolo

Mi chiamo Paolo e vivo in un Paese della Valle del Degano che si chiama Ovaro. Mi piace conoscere persone provenienti da altre realtà per scambiare opinioni ed esperienze e condividere le mie passioni: le escursioni, la natura, il paesaggio, la fotografia, l' architettura e la storia locale. Me la cavo discretamente a parlare in inglese e un poco anche il tedesco, oltre ovviamente al carnico (che non é proprio friulano). Conosco molto bene la Val Degano e in modo particolare i siti ed i sentieri che si snodano quasi segretamente lungo i fianchi delle nostre montagne, attraverso ruscelli e radure

Visita a Malga Amboluzza

Si tratta di una bella escursione tra boschi e prati della Val Degano, passando per Cludinico, (interessante località che si trasformò per molti anni in un villaggio minerario completo di dormitori, mensa e impianti vari) per giungere poi a Malga Amboluzza situata in un’ampia e panoramica radura.

ambo 7 Paolo Querini_Malga Amboluzzo ambo 5 ambo 4 ambo 3 ambo 2 ambo 1 Paolo Querini_Stavolo di Riu Paolo Querini_Ruscello in località Runchs Paolo Querini_Resti di un opificio sul Rio Furioso clud01 clud00 clud 07 clud 06

Visita alla Miniera di Cludinico

La visita alla Miniera di Cludinico è particolarmente interessante. Si parte dal villaggio di Cludinico e poi si scende all’ingresso della Miniera, passando per il Museo del Minatore. La visita dura 3 ore circa. E' obbligatoria la prenotazione anticipata!!

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B-25 “Pretzel” memorial

Il 4 aprile 1945 un bombardiere americano di ritorno da una missione sull’ Austria urtava un altro velivolo della squadriglia e precipitava in una gola che si trova a quota 1.350 mt. a qualche centinaio di metri in linea d’ aria dalla cima del Monte Zoncolan. Nessuno dell’ equipaggio si salvò

Per quasi settant’ anni il luogo dell’ incidente è rimasto sconosciuto, inghiottito dalla vegetazione fino a che un gruppo di appassionati con l’ ausilio di metal detectors ha individuato il luogo esatto e in occasione dell’ anniversario ha eretto un piccolo memoriale con una targa riportante i nomi dei componenti l’ equipaggio sovrastata dalla riproduzione di uno dei timoni di coda con il numero di matricola dell’ apparecchio.

 

Abbandonando la vettura nello spiazzo antistante al bivio che conduce al sito, si imbocca un largo sentiero nel mezzo del bosco camminando per oltre un chilometro tra vecchie staipe ormai diroccate e inghiottite dalla vegetazione. Arrivati al torrente si prende in salita a sinistra costeggiando il corso d’ acqua e si giunge in poche centinaia di metri alla stele in pietra su cui sventola la bandiera americana.

 

Il luogo con le sue incombenti rocce scure è solitario e solenne e anche se i corpi dei piloti sono ritornati in patria alla fine del conflitto, questo è il posto dove è possibile ricordarli con un pensiero o con un fiore

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